A seconda della professione che svolgiamo, potremmo pensare che la conoscenza della lingua inglese sia più o meno necessaria per un sereno svolgimento della nostra quotidianità.

In realtà, ad un orecchio attento, sarà immediatamente chiaro che numerosi termini in lingua inglese si siano fatti sempre più strada nel vocabolario di uso comune nella stragrande maggioranza degli uffici.

Con grande sorpresa, ma forse neanche troppa, capita ad ognuno di noi di imbattersi in espressioni ormai entrate a far parte del nostro linguaggio quotidiano, che nulla hanno a che fare con l’italiano, e soprattutto a doverle comprendere ed utilizzare a sua volta anche in comunicazioni scritte.

Se questo sia un bene, nell’ottica di una comunicazione globale, o un male, come affermano i puristi dell’italiano, è un dibattito pressochè inutile: nel fatti l’inglese è entrato a gamba tesa in ogni ambiente di lavoro e, volenti o nolenti, tutti abbiamo necessità di avvicinarlo, senza diffidenza e con una certa necessaria padronanza.

Ma quali sono le più comuni espressioni che ci può capitare di sentire o che abbiamo già sentito pronunciare da colleghi e superiori?

Ve ne proponiamo 10 che sicuramente avrete già sentito:

Brainstorming: tecnica di gruppo mirata a far emergere idee per la risoluzione di problemi in cui ogni partecipante lascia fluire liberamente proposte anche apparentemente prive di logica, in modo che dalla somma delle idee collettive, venga fuori la soluzione al problema, in modo naturale. Una “tempesta di idee” o, più correttamente, “uso del cervello per far emergere idee”.

Feedback: è l’effetto retroattivo di un fenomeno, più praticamente in campo lavorativo, un commento o un riscontro riguardante una strategia già messa in atto.

Partnership: collaborazione fra più soggetti nel compimento di una azione o nella messa in atto di una strategia.

Team Work: lavoro di squadra, espressione spesso utilizzata nell’identificare una capacità molto richiesta in ambito di colloqui o ricerca del personale. La capacità di “team working” è un aspetto decisamente molto attenzionato.

Task: compito, finalità, obiettivo.

ASAP: acronimo di “as soon ad possible”, utilizzato per indicare l’urgenza di un compito, la necessità che questo venga portato a compimento nel più breve tempo possibile.

Skills: letteralmente “abilità”, vi sarà capitato di imbattervi in questa espressione già prima di iniziare un lavoro, in sede di selezione o addirittura prima, fra le righe dell’annuncio di reclutamento delle aziende, per indicare le capacità che il candidato ideale dovrebbe possedere per ricoprire la posizione offerta.

Open space: letteralmente “spazio aperto”, nel linguaggio d’ufficio, di solito identifica uno spazio a pianta unica con postazioni non delimitate che consente di creare un ambiente stimolante e di continuo confronto.

Workshop: seminario di studio o di approfondimento relativo a una data tematica solitamente strutturato in due fasi: una fase di relazione e una di dibattito.

Conference call: audio o video conferenza che coinvolge più di due persone, a differenza di una comune telefonata, e che consente un confronto più simile ad una riunione vera e proprie. Solitamente effettuata previo appuntamento e con mezzi come Skype, è un mezzo ormai utilizzatissimo specialmente da parte dei superiori per impartire contemporaneamente direttive al personale.

Ve ne vengono in mente delle altre?

 

Di Ada Carcione

 

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