Le origini del pesce d’aprile si perdono nella notte dei tempi anche nella tradizione anglosassone.

Nel Regno Unito, infatti,  il primo d’aprile è il giorno goliardico per eccellenza, in cui ognuno cerca di ingannare amici e conoscenti con scherzi divertenti.

Le tipologie di scherzo variano dal più ovvio al più elaborato e chi ordisce l’inganno solitamente si compiace dicendo “April fool!”.

Nessuno è esentato dalle burle fino allo scoccare di mezzogiorno ma, dopo quell’ora, gli scherzi devono tassativamente finire altrimenti ricadono su chi li ha organizzati, al grido di “April fool is gone and past, you’re the biggest fool at last!” (“Il primo d’aprile non è più, alla fine il più sciocco sei tu!”) da parte delle vittime.

 

Le origini dell’April Fool’s Day

 

Le origini del pesce d’Aprile non sono certe ma naturalmente sono state proposte diverse teorie.

La più remota riguarda il patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il beato Bertrando di San Genesio che, si dice, avrebbe salvato un papa dal soffocamento causato da una lisca di pesce. Per gratitudine, il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia in quella data non si mangiasse pesce.

La seconda teoria, che pare essere la più accreditata, situa la nascita di questa tradizione nel XVI in Francia. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano, nel 1582, era uso in Europa celebrare il Capodanno tra il 25 marzo e il primo di Aprile, quando venivano scambiati regali. Solo la riforma di papa Gregorio XIII spostò la festività indietro al primo Gennaio, motivo per il quale pare sia nata la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del primo di Aprile, a simbolo di una festività ormai desueta.

Per parecchi anni, in molti continuarono la vecchia tradizione perché, non esistendo i mezzi di comunicazione odierni,  molte zone della Gran Bretagna furono raggiunte dalla notizia del cambiamento di calendario con grandissimo ritardo.

Chi continuò a festeggiare il capodanno il primo di Aprile, venne naturalmente schernito e chiamato “fool” (stupido).

Da qui avrebbe appunto origine l’espressione “April Fool”.

Terza teoria, invece, vede come protagonisti i pescatori che, non trovando pesci sui fondali nelle prime pesche primaverili del passato, tornavano in porto a mani vuote diventando oggetto di scherno da parte dei concittadini.

 

Usanze inglesi

 

Negli ultimi due secoli la moda del pesce d’Aprile è dilagata ovunque nel Regno Unito e ad oggi ha letteralmente invaso anche gli ambienti più seriosi che per un giorno si lasciano andare a messinscene e imbrogli (hoaxes) e scherzi (practical jokes).

 

Poiché gli inglesi sono un popolo universalmente noto per il senso dell’umorismo, quella del primo Aprile è una tradizione irrinunciabile: la scherzosa usanza dell’ “April Fool” vuole infatti che tutti i media riportino una serie di notizie assurde ma verosimili, ben celate tra le vere, per mettere alla prova l’attenzione dei lettori.

Sta alla discrezione del lettore, infatti,  distinguere le notizie false da quelle vere, anche se c’è da dire che  molte sono costruite così bene che è davvero difficile individuare le burle.

 

In Scozia, l’April Fool’s Day è celebrato addirittura per due giorni: il Gowkie Day, dedicato alla stupidità e il secondo giorno di festeggiamenti, detto Taily Day, in cui ci si diverte ad attaccare sulla schiena delle vittime un foglietto con su scritto “Kick me” (dammi un calcio”).

 

Insomma, oggi nel Regno Unito, nessuno è al sicuro. Uno scherzo sicuramente toccherà a tutti.

 

Di Ada Carcione

 

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