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Brits do it better! Ovvero: perchè il sense of humour è made in UK

di Emanuela Valenza   C’è una cosa che potrebbe insospettabilmente risolvere anni di dissapori da sempre intercorsi tra italiani e inglesi in merito alla controversa e discussa questione “bidet” nowhere e “moquette” anywhere. Se c’è infatti una cosa che accomuna il popolo italofono e quello anglofono è il sense of humour e la capacità da parte di entrambi di non prendersi mai troppo sul serio. Allo sfigato e nostrano ragionier Ugo Fantozzi, simbolo per eccellenza della commedia comica all’italiana si contrappone il personaggio asociale di Mr. Bean o la camaleontica interpretazione di Rowan Atkinson in “The Black Adder”, serie tv britannica conosciuta probabilmente dagli anglofili in quanto ritratto perfetto di ciò che è realmente l’english humour. Celebre in UK la frase in cui Edmund Blackadder, protagonista della serie, afferma: “I have a plan so cunning you could put a tail on it and call it a weasel” ovvero “Ho un piano così astuto che potresti attaccargli una coda e chiamarlo donnola”. Nulla di paragonabile all’esplicita e poco lodevole considerazione che il famoso ragioniere mostrava verso il celebre “capolavoro” cinematografico sovietico. Se in Inghilterra riuscirai ad evitare alcune strane abitudini come “correggere” il thè con il latte, spalmare la Marmite su [...]

“Hello Mr. Magpie!”: quel rito antisfiga degli inglesi che fa invidia ai partenopei!

Di Emanuela Valenza   “Buongiorno signora gazza ladra!”, cantava il cantautore britannico Thom Yorke, voce solista dei Radiohead, nel suo album “The Kings of Limbs” del 2011. No, non si trattava delle leggendarie visioni mistiche dei Rockers fedeli al mito del “sesso, droga&rock’n’roll”, né del nuovo strano passatempo del signor Yorke, ovvero andare in giro a salutare gazze ladre. Il brano di Yorke traeva ispirazione da un’insolita e curiosa superstizione o abitudine culturale che hanno gli inglesi in presenza delle “Magpies”, ossia le gazze ladre. Una superstizione che Yorke, date le sue origini anglosassoni, non poteva che conoscere bene. Si sa: “paese che vai, sfighe che trovi”. Ogni paese o nazione del pianeta ha il suo fitto elenco di credenze e miti popolari, accompagnato dall’immancabile decalogo dei riti scaramantici da adottare per allontanare la cattiva sorte, la sfiga. Le superstizioni sono un modo originale e non convenzionale di studiare e comprendere un popolo e la sua cultura. Vittime ignare da secoli dell’ostilità popolare sono gatti neri, ragni, rondini, gufi, serpi, merli, corvi e gazze. Su quest’ultime, un articolo pubblicato dalla BBC afferma che: “After pigeons, they are one of the most vilified birds in the UK”.  Il motivo di questa ostilità risale alla [...]

Io e l’inglese: storia di una relazione da “50 sfumature… di grigio”

Di Emanuela Valenza   Il 2008 fu l’anno più bello della mia vita. Quell’anno, Barack Obama veniva eletto presidente degli Stati Uniti d’America, La Blizzard pubblicava Wrath of The Lich King, la seconda espansione di World of Warcraft, il role-playing game più famoso di sempre e io organizzavo la mia prima vera trasferta fuori dall’Italia, destinazione: Monaco di Baviera. Quasi più importante dell’elezione del primo presidente di colore negli USA, più atteso della finale degli Europei e dell’ultima puntata della sesta stagione di Lost, il concerto dei Coldplay che si sarebbe tenuto quell’anno in Baviera, era per me, non solo la realizzazione di un sogno, ma una vera e propria <botta di culo>. Caso volle infatti, che il mio periodo di permanenza in Germania coincidesse perfettamente con le date del tour del concerto nella città tedesca. Avevo pertanto ragione di pensare che avrei finalmente ascoltato di presenza una delle mie storiche rock band preferite e che avrei potuto dimenarmi sulle note di uno dei loro più famosi pezzi: “Viva la vida”. All’inizio del mio arrivo in Germania, biascicavo a stento un inglese scolastico e non capivo una parola di tedesco. Con non poche difficoltà e grazie ad una buona dose [...]

Are you angri?

Di Manfredi Ziino Nel 1999, ad appena 16 anni, ebbi l'occasione della vita: andare un mese in Australia per partecipare a due importanti regate internazionali di vela, l'anno prima delle Olimpiadi di Sydney 2000. Un'opportunità equiparabile soltanto a quella che non ebbe mai Holly Hutton, ovvero di partire per il Brasile con Roberto Sedinho... Inutile approfondire il perchè ed il per come mi capitò questa incredibile storia (una clamorosa botta di fortuna), ma preferisco raccontare cosa può accadere ad un ragazzino, con una conoscenza ancora scolastica della lingua inglese, solo e sperduto dall'altra parte del mondo. Il viaggio in aereo è stato un'odissea interminabile: 4 scali, 30 ore di volo, 3 continenti, migliaia di volti e culture incrociate, amici di volo, film in inglese senza sottotitoli e gli immancabili salatini a farmi compagnia. Ovviamente, grazie alla profonda incoscienza ed allo spirito da esploratore, era molto più forte l'eccitamento per l'avventura che mi apprestavo a vivere, piuttosto che l'ansia e la preoccupazione per ciò che mi aspettava. Come poteva essere altrimenti? Inoltre, una famiglia di australiani, con annessa figlia mia coetanea, velista pure lei, e, particolare non da poco, dalle foto piuttosto carina, era pronta ad aspettarmi agli arrivi dell'aeroporto di Sydney. [...]

Welcome on board

Di Rachele Fiorelli Benvenuti nel nostro Blog, uno spazio che abbiano pensato di dedicare a voi studenti e a noi Staff per discutere della vita della scuola, del mondo anglo/americano e di tutte le opportunità che offre la conoscenza della lingua inglese. Cercheremo di raccontarvi le storie più divertenti e interessanti, quelle di chi ha deciso di cambiare vita o quelle che riguardano le stranezze dei popoli oltre oceano, vi terremo aggiornati sulle nostre iniziative, i corsi, i prof e i programmi. Ma i nostri sforzi da soli non bastano, abbiamo bisogno anche di voi! Scriveteci le vostre impressioni, raccontateci le vostre storie, aiutateci a fare del Blog una piazza in cui incontrarci e crescere insieme. Siamo curiosi di sapere se grazie al metodo Boston Extend la vostra conoscenza dell’inglese è migliorata, se siete diventati più disinvolti oppure se pensate ci siano degli aspetti da migliorare. Tutto questo per dirvi: siamo qui per voi, pensiamo che non ci sia modo migliore per imparare e migliorarsi se non il confronto diretto e costante. Se in questi anni siamo cresciuti è solo grazie al vostro sostegno ed entusiasmo, quindi ancora una volta vi chiediamo di darci una mano! Noi , come sempre, [...]

Vuoi scoprire il metodo Boston Extend ?

Di Rachele Fiorelli L’ultima puntata della tua serie preferita è finita… sei sconvolto dal finale e muori dalla voglia di sapere cosa succederà nella prossima puntata che, ahimè, è solo in inglese e nemmeno sottotitolata. Già pensi ad effettuare una ricerca su tutti i siti per cercare gli spoiler che ti riveleranno il finale e nel frattempo ti maledici perché, quando avresti potuto, non hai studiato bene l’inglese che oggi ti tornerebbe estremamente utile. Ma improvvisamente un messaggio sulla Facebook ti cattura l'attenzione: “Boston Extend, quando vuoi - quando puoi”. Cliccando una speranza si spalanca davanti ai tuoi occhi! Boston Extend è la scuola di inglese che viene incontro alle tue necessità, proponendoti un nuovo metodo che non si basa su un noiosissimo studio della grammatica, ma ti spinge a confrontarti con la lingua nel modo più semplice possibile: parlando! Se pensi che imparare una lingua straniera possa essere difficile, cimentati con il nostro metodo: nessun limite di tempo, ma una serie di esercizi e soprattutto un ambiente giovane e stimolante che ti faranno ricredere. Conoscere l’inglese non vuol dire mettere la “s” alla terza persona o ricordare a memoria tutto l’elenco dei verbi irregolari, ma approcciarsi alla lingua più [...]