Il 14 Febbraio si avvicina e, come sapete, in questo giorno ricorre la festa di San Valentino: un’intera giornata dedicata per tradizione a tutti gli innamorati.

 

Che ne direste di festeggiare questo giorno in perfetto stile british?

Le idee a cui ispirarvi non mancano di certo, perchè gli usi e costumi inglesi legati al giorno degli innamorati hanno radici molto antiche, risalenti addirittura al medioevo.


Allora, infatti, era abitudine per i giovani innamorati regalare un pegno d’amore all’amata e generalmente la scelta ricadeva su un paio di guanti.
Già dal XVI secolo, era tradizione per gli spasimanti scappare velocemente dopo aver bussato alla porta della fanciulla oggetto del loro amore e aver lasciato per lei un pacchetto contenente, nei casi più fortunati, doni preziosi, ma a volte solo dei messaggi di incoraggiamento ironici nascosti fra strati e strati di semplice carta.
Probabilmente questa seconda opzione è da evitare se volete aggiudicarvi il cuore dell’oggetto del vostro amore.


San Valentino è una festa talmente radicata in Inghilterra che nemmeno nobili e reali potevano esimersi dal festeggiarla degnamente. Ancora oggi la British Library di Londra conserva infatti le lettere che Carlo D’Orleans inviò alla moglie dalla prigionia nella Tower of London in cui la chiamava “
Ma tres doulce Valentinèè”.


Risale al XVII secolo la diffusione anche fra i comuni cittadini delle prime “Valentine” (
Valentines), ovvero biglietti con stampe romantiche che contenevano spesso anche tasche segrete in cui i giovani usavano nascondere i messaggi più intimi e privati dagli occhi indiscreti dei parenti delle amate.


Abbiamo parlato dei giovani innamorati, ma come trascorrevano la giornata di San Valentino le ragazze?

La tradizione voleva che le giovani donne in età da marito, si svegliassero di buon mattino e si affacciassero alla finestra per guardare i passanti agitando un fazzoletto. Si credeva infatti che il primo giovane non sposato di cui avessero incrociato lo sguardo, avrebbe avuto ottime possibilità di diventare il futuro marito.


Se questa usanza vi sembra strana, pensate a quella messa in atto dalle fanciulle che non sapevano decidersi fra più pretendenti: queste usavano scrivere i nomi dei giovani candidati a diventare loro mariti su dei
bigliettini attaccati a delle palline di argilla che gettavano in acqua.

Secondo tradizione, il nome del futuro marito sarebbe stato quello legato alla prima pallina tornata a galla.  

Man mano, l’usanza di festeggiare il 14 Febbraio con il tradizionale scambio di bigliettini romantici e regali si è estesa ben oltre gli innamorati. Oggi si usa infatti anche tra amici e familiari e soprattutto i bambini festeggiano questo giorno che per loro è dedicato all’amicizia.

Praticamente tutti sono coinvolti ed è compito proprio dei bambini, in Inghilterra, cantare le tradizionali canzoni d’amore ricevendo in cambio caramelle e dolci.

Non dimenticate, inoltre, che la storia di San Valentino è indissolubilmente legata a William Shakespeare a cui viene attribuita la scoperta della “Rosa di San Valentino”.

Secondo questa storia, il Santo, arrestato perché convertitosi al Cristianesimo, dovette separarsi da Silvia, l’amata moglie, che gli donò una rosa di pietra a imperitura memoria del loro amore. Valentino conservò questa rosa per l’intera vita, fino alla tomba, ma a seguito della sua profanazione, questa venne separata dal corpo e messa in salvo in una chiesa del Nord dell’Italia.

Vuole la storia che, alla fine del 1500, sia stato proprio William Shakespeare che si trovava in visita a Verona, a ritrovare la lapide che custodiva la rosa, accompagnata da una pergamena che ne narrava la romantica origine e da cui l’autore trasse ispirazione per la tragedia di Giulietta e Romeo.


Di Ada Carcione

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